Alcuni Stati europei violano sistematicamente i diritti delle persone che cercano di sfuggire a persecuzioni, conflitti armati, disastri e privazioni, che devono affrontare la costante minaccia della detenzione, della violenza fisica, dello sfruttamento e dell’indigenza. Nei casi peggiori, perdono la vita, sia in mare che a terra.
“Stop the Inhumanity at Europe’s Borders”: la campagna
Per sollecitare la fine immediata di questi abusi e per pretendere che i migranti siano trattati in modo dignitoso e umano, è nata la campagna Stop the Inhumanity at Europe’s Borders, promossa da United Against Inhumanity. L’obiettivo è di premere sui governi e sulle istituzioni europee affinché vengano riformate le attuali pratiche di frontiera e cessino le condizioni disumane con cui vengono trattati. Attraverso una mobilitazione della società civile, il 1 marzo 2024 è stata inviata una Richiesta Collettiva a 36 Capi di Governo europei, firmata da oltre 100 organizzazioni coinvolte nei settori della risposta umanitaria, dell’asilo e dei diritti dei migranti, in cui è stato chiesto:
- Stop ai respingimenti: via terra o via mare e la detenzione dei migranti in condizioni punitive, senza tener conto delle conseguenze negative in termini di sicurezza, dignità o perdita di diritti umani essenziali.
- La fine della “deterrenza della morte”: perché scompaiano tutte le attività̀ volte a impedire i salvataggi in mare.
- Frontiere umane: per abrogare gli accordi sul controllo delle frontiere che violino i diritti fondamentali dei rifugiati e delle persone in movimento. Perché le organizzazioni internazionali che ne hanno il mandato abbiano pieno accesso a tutte le persone bisognose di protezione e assistenza nei Paesi extraeuropei.
- Giustizia e risarcimento: per garantire un’indagine giudiziaria indipendente ed un risarcimento in caso di morte, violenza o grave danno se avvenuti sotto la responsabilità̀ degli Stati europei.
- Percorsi sicuri e legali: per permettere ai rifugiati di raggiungere l’Europa e condurre una vita produttiva.
- No all’esternalizzazione: per impedire che gli Stati adottino una legislazione disumanizzante che subappalti o esternalizzi i loro obblighi in materia di asilo a Stati non europei, trattando i migranti come merce e deportandoli in paesi dove le garanzie dei diritti umani o i mezzi di sussistenza sono inadeguati.
- Riforma di Frontex: che, in quanto agenzia dell’UE per le frontiere, deve essere ritenuta pienamente responsabile e trasparente nelle sue attività̀ e nei suoi metodi di reporting.
Anche in corso d’opera sarà sempre possibile per le organizzazioni unirsi alla campagna, partecipare in modo attivo alla diffusione della stessa e contribuire in modo attivo e propositivo al suo sviluppo.
Link per aderire a Stop the Inhumanity at Europe’s Borders.
Il contributo di Piuculture
Ecco una selezione di articoli che Piuculture ha dedicato, negli anni, ai diritti dei migranti e alle politiche migratorie, alle morti in mare, al diritto alla vita e alla libertà di movimento.
- Dieci anni di operazioni navali nel Mediterraneo per bloccare migrazioni che non si sono mai fermate, unici dati in diminuzione: l’indice di umanità e la salvaguardia delle vite umane
- I primi quattro mesi del 2023 hanno visto un incremento del 300% degli sbarchi in Italia ed è anche uno degli anni più tragici per il numero di morti e dispersi in mare.
- Mentre nel Mediterraneo si continua a morire in massa, si torna a parlare di “Mare Nostrum” ma in versione europea, anche se le operazioni di soccorso sembrano appartenere ad un’altra era
- Anche se la legge non scritta della navigazione impone il dovere di soccorso, chi soccorre si deve confrontare con la normativa dei singoli Stati. La parola a Open Arms e Sea Watch
- A vent’anni dall’approvazione della Bossi-Fini: la legge che ha cambiato il concetto di immigrazione
- La testimonianza di Mathilde Auvillain, giornalista a bordo coi migranti: la società civile deve sapere
Natascia Accatino
(10 aprile 2024)
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