È Jean Hilaire Juru, 27 anni, ruandese di nascita, ma romano d’adozione, a interpretare tutti i ruoli del video “Vedo Nero”girato al termine del percorso di alternanza scuola – lavoro dagli alunni del liceo Ettore Majorana di Spinaceto, nell’ambito del progetto scritto a due mani da lui e da Parisa Nazari dal titolo: “Un Griot italiano. Tentativi di colmare un vuoto narrativo sulla diversità culturale”.Il progetto ha partecipato con la partnership delle associazioni Ali Onlus, Alefba e Officina delle Culture, al laboratorio formativo “Art Clicks”, organizzato dal Maxxi e da ECCOM Idee per la Cultura, con il supporto della Stavros Niarchos Foundation.

Dal Rwanda un percorso di integrazione
“Con i ragazzi – dice – è nato un rapporto di amicizia, anche se io sono più grande di loro di dieci anni. Nel progetto, che ho scritto per il laboratorio del Maxxi con Parisa Nazari, volevamo stimolare nei ragazzi più giovani lo sviluppo di un pensiero critico, privo di pregiudizi, attraverso la conoscenza più approfondita delle diversità culturali. Per fare questo abbiamo utilizzato la musica e la cultura hip hop che negli anni ’70 ha creato, partendo dal Bronx, il fenomeno dei Block Party, le feste di strada. In quelle occasioni le gang degli afroamericani e dei latinoamericani annullavano le distanze tra di loro, cantando, suonando e ballando: ognuno libero di esprimere la propria identità. Parallelamente i ragazzi hanno seguito un corso di video making che li ha portati al termine del percorso a girare il video che abbiamo proiettato al Maxxi”.


I dati
In realtà i numeri – secondo l’ultimo Rapporto Immigrazione redatto da Caritas e Fondazione Migrantes insieme, dicono il contrario. L’Italia, con 5.144.440 immigrati regolarmente residenti sul proprio territorio, 8,5% della popolazione totale residente in Italia, si colloca al 5° posto in Europa e all’11° nel mondo per la presenza di stranieri. Se si restringe il mirino solo agli extraeuropei, la presenza scende a 4 milioni, cioè il 6,7 per cento della popolazione residente che, secondo gli ultimi dati Istat, è di 60 milioni 494 mila persone. Sono numeri molto più contenuti rispetto alla media dell’Europa occidentale, e che suggeriscono una realtà molto diversa da una “invasione”: gli stranieri di origine extra-europea compongono il 9,9 per cento della popolazione austriaca, l’8,5 per cento di quella francese, l’11,6 per cento di quella svedese, e così via. Per quanto riguarda la stima sulle presenze degli irregolari, la cifra si aggira – secondo i calcoli dell’Ispi – intorno ai 600 mila, molti dei quali diventati irregolari a seguito delle nuove norme restrittive del decreto sicurezza.
L’uomo col megafono di George Saunders
Riferimento letterario del video prodotto dai ragazzi del Majorana con la supervisione dei due tutor Juru Ilaire Juru e Parisa Nazari, il racconto “L’uomo col megafono” di George Saunders che, puntando i riflettori sulla povertà della narrazione mediatica che ci bombarda ogni giorno, invita i lettori ad approfondire dogmi scontati, a mettere in discussione notizie imprecise, a ricercare la verità dietro qualsiasi banalissimo dato, passato come informazione. “Le rappresentazioni del mondo – scrive Saunders – non sono mai il mondo vero e proprio. Abbassiamo il volume del megafono e insistiamo affinché diffonda messaggi quanto più precisi, intelligenti e umani.”
“Vedo Nero”
Il corto prende avvio da una news che appare sui cellulari di alcuni dei ragazzi: “gli immigrati neri sono sempre di più, sono dappertutto e ci rubano le case e il lavoro. Si tratta di una vera e propria “invasione”da respingere”. I ragazzi ne parlano tra loro nel cortile della scuola, c’è chi è convinto che la news sia autentica, chi no. Daniele tende a non dargli peso:”mio padre – dice – il lavoro, veramente, ancora ce l’ha”.Ma poi succedono fatti strani: quando i ragazzi vanno a bere qualcosa al bar, al banco trovano un barista nero (Juru) che gentilmente chiede loro cosa vogliono bere, il professore che entra per fare la sua lezione di scienze è nero , così come la professoressa di inglese che altri non è che Juru con una parrucca bionda e la gonna, da cui spuntano le lunghe gambe nere, in una performance davvero esilarante. Daniele e i suoi compagni sono sempre più sconcertati, si guardano esterrefatti: ma allora è vero? Ci hanno “invaso”? Con questo interrogativo che lo preoccupa, ancora in testa, Daniele vede la macchina di suo padre che arriva a prenderlo, sale ma anche suo padre è NERO!


Francesca Cusumano(21 maggio 2019)
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